La regolamentazione europea sui cosmetici entra in una fase di rottura che ridefinisce ciò che i marchi possono rivendicare, formulare ed etichettare. Piuttosto che elencare tendenze di trucco o skincare già documentate ovunque, ci concentriamo qui sulle restrizioni normative e sui cambiamenti di formulazione che struttureranno il mercato della bellezza e del benessere nei prossimi mesi.
Direttiva ECGT e dichiarazioni cosmetiche: cosa cambia dal 27 settembre 2026
La Direttiva (UE) 2024/825, nota come ECGT, si applica a tutte le comunicazioni B2C a partire dal 27 settembre 2026, senza periodo di transizione. Per i marchi di bellezza, il colpo è diretto.
Le menzioni generiche come « clean beauty », « naturale », « verde » o « eco-friendly » sono ora vietate se il marchio non dimostra un’eccellente performance ambientale riconosciuta da un’etichetta ufficiale (tipo EU Ecolabel). I pseudo-label « di casa » creati dai settori senza uno schema di certificazione indipendente sono anch’essi proibiti.
Per quanto riguarda il clima, le dichiarazioni di tipo « neutro in carbonio » o « net zero » basate su crediti di carbonio al di fuori della catena del valore sono vietate. Sono autorizzate solo le rivendicazioni basate su riduzioni delle emissioni nel ciclo di vita del prodotto, verificabili da un terzo. Osserviamo che diversi marchi francesi posizionati nel segmento « green » stanno già riformulando i loro imballaggi e le loro schede prodotto per anticipare la scadenza.
Questo inasprimento valorizzerà meccanicamente le certificazioni terze serie e penalizzerà il greenwashing diffuso che a lungo ha servito come leva di marketing nel settore della cura e del benessere. È possibile seguire le notizie del sito Belle et Unique per identificare i marchi che hanno già adattato la loro comunicazione a questo nuovo quadro.
Etichettatura degli allergeni profumati: nuove obbligazioni dal 31 luglio 2026

Un’altra scadenza critica per i laboratori e i distributori: l’obbligo di etichettatura ampliata degli allergeni profumati entrerà in vigore il 31 luglio 2026. L’elenco delle sostanze da dichiarare sugli imballaggi dei prodotti cosmetici si allunga significativamente.
In pratica, ciò significa che molti trattamenti per il viso, il corpo e quasi tutti i profumi dovranno presentare elenchi INCI più dettagliati. Le formulazioni contenenti alcuni composti aromatici comuni dovranno o riformulare, o accettare un’etichettatura più complessa che potrebbe scoraggiare il consumatore.
Per i professionisti dell’estetica e del centro benessere, questa evoluzione impone un aggiornamento delle schede tecniche dei prodotti e una maggiore attenzione durante il consiglio al cliente, in particolare per le pelli reattive. La trasparenza sugli allergeni diventa un argomento di vendita, non un handicap, a condizione di formare i team.
Riformulazione e ingredienti sotto pressione normativa
Il regolamento Omnibus continua a restringere l’elenco delle sostanze autorizzate nei cosmetici europei, costringendo i formulatori a anticipare fin da ora i loro aggiustamenti.
Questo contesto spinge i marchi verso formule più brevi, con attivi meglio documentati. Raccomandiamo di monitorare tre assi di riformulazione:
- La sostituzione di conservanti sotto sorveglianza con sistemi di conservazione alternativi (fermentazione, packaging airless), il che si allinea alla tendenza dei trattamenti fermentati e probiotici osservata sul mercato coreano
- L’abbandono progressivo di alcuni filtri UV controversi nei prodotti solari e nelle creme da giorno con SPF, a favore di filtri minerali o di nuova generazione
- La riduzione del numero di ingredienti per formula, che converge con la domanda dei consumatori per routine semplificate e un skinimalismo dichiarato

Bellezza e benessere: segnali deboli dal lato dei consumatori
Le richieste legate al benessere globale superano quelle incentrate sul trucco correttivo. Il consumatore cerca prodotti che combinano cura del viso, gestione dello stress e routine per il corpo in un approccio unificato.
Il massaggio facciale, il face sculpting e i dispositivi LED domestici non sono più nicchie. Si integrano in routine quotidiane di pochi minuti, sostenuti da una generazione che considera la cura un atto di benessere tanto quanto di estetica.
Per quanto riguarda le spese, i dati CNBC di settembre 2026 confermano che i consumatori mantengono i loro budget per bellezza e benessere nonostante un contesto economico teso. La bellezza rimane una voce di spesa resiliente, il che spiega perché i marchi continuano a investire nell’innovazione di prodotto e nella personalizzazione.
Cosa cambiano queste evoluzioni per i professionisti dell’estetica
Gli istituti, i centri benessere e i professionisti della cura devono integrare questi cambiamenti normativi nella loro pratica quotidiana. Il consiglio al cliente non può più limitarsi a raccomandare un prodotto « naturale » o « clean » senza verificare che il marchio disponga di una certificazione conforme alla direttiva ECGT.
La formazione continua sulle nuove liste di allergeni diventa un prerequisito per ogni professionista che offre trattamenti per il viso o il corpo che includono prodotti profumati. Le cabine di trattamento estetico che anticipano questi requisiti si posizionano su un segmento di fiducia che il consumatore valorizza sempre di più.
- Verificare la conformità ECGT dei marchi distribuiti in istituto prima di settembre 2026
- Aggiornare i protocolli di patch test integrando l’elenco ampliato degli allergeni profumati
- Documentare le composizioni INCI dei prodotti da cabina per rispondere alle domande dei clienti informati
Il mercato della bellezza e del benessere non sta attraversando una semplice stagione di tendenze estetiche. Le restrizioni normative europee del 2026-2027 ridistribuiscono le carte tra marchi conformi e marchi in ritardo, tra professionisti formati e professionisti superati. Le scelte di formulazione e comunicazione fatte ora determineranno la credibilità degli attori del settore per gli anni a venire.



